Oggi si commemora la dichiarazione d'indipendenza dell'Ucraina dall'Unione Sovietica del 24 agosto 1991. Per il terzo anno consecutivo la ricorrenza viene celebrata con il paese invaso dall'erede diretto dell'Urss: la Federazione Russa. Mentre il territorio ucraino continua a essere funestato da bombardamenti devastanti, non si vede al momento alcun segno della volontà della Russia di sedersi seriamente al tavolo delle trattative per discutere di un cessate il fuoco o della pace con l'Ucraina, nonostante l'incontro di Anchorage e quello successivo a Washington. L'obiettivo di un incontro bilaterale entro due settimane sembra evaporato. Le tattiche dilatorie di Putin dovrebbero essere evidenti perfino ai leader maggiormente ben disposti nei suoi confronti visto come continua a massimizzare i suoi guadagni territoriali in queste ore, seppur siano del tutto inferiori alle attese e costino migliaia e migliaia di vittime all'esercito russo. Le ipotesi finora ventilate per porre fine al conflitto – dall'estensione dell'art 5 del Trattato NATO proposta in modo ancora fumoso dall'Italia alla forza di garanzia proposta da Francia e Gran Bretagna con il backstop USA – sono incompatibili con la guerra in corso. Per questo il cessate il fuoco doveva rimanere una condizione preliminare, mentre è stata rapidamente accantonata dal Presidente Trump pur di assecondare il suo amico Vladimir. Oggi celebriamo l'indipendenza dell'Ucraina, dell'Ucraina repubblicana e democratica che vuole entrare nella Ue. Un'indipendenza mutilata dall'aggressore russo, che non tollera che gli ucraini scelgano la libertà e l'autodeterminazione. Slava Ukraini! Herojam slava!
di Benedetto Della Vedova
condiviso da Franco Avati giornalista at YouTube e Philosophiae Doctor