Sicurezza Tradita dal Governo Meloni

15.02.2026

Sicurezza tradita dal governo Meloni

Sul tema della sicurezza il governo Meloni registra un risultato disastroso. A fronte di una propaganda martellante, i fatti raccontano una realtà opposta agli slogan elettorali: meno sicurezza e più tasse, esattamente il contrario di quanto promesso in campagna elettorale. I reati sono aumentati ovunque: nelle grandi città, nelle aree di forte disagio sociale, nei centri urbani più piccoli, nelle stazioni e perfino nelle scuole, dove famiglie e studenti dovrebbero sentirsi protetti.

Le forze di polizia sono sotto organico, costrette a lavorare con mezzi insufficienti e turni massacranti, mentre mancano gli investimenti strutturali necessari per prevenire e contrastare davvero la criminalità. Il populismo penalista del governo ha prodotto una cinquantina di nuovi reati e oltre cinquecento emendamenti spot, senza una strategia complessiva, generando solo confusione normativa e aspettative tradite. Servono serietà, pianificazione e risorse vere, non annunci e propaganda.

Di fronte a questo scenario, è necessario rimettere al centro la sicurezza come diritto dei cittadini e non come strumento di campagna permanente. Occorre rafforzare gli organici, investire in formazione, tecnologie e presìdi sul territorio, sostenere chi ogni giorno indossa una divisa e garantire una giustizia efficace, rapida e comprensibile. La sicurezza non si costruisce a colpi di slogan o di codici penali sempre più affollati, ma con politiche serie, coordinate e valutate sui risultati reali.

Un approccio responsabile deve partire dall’ascolto dei territori, dal coinvolgimento di amministratori locali, scuole, associazioni e forze dell’ordine, per intervenire sulle cause profonde del disagio sociale e della criminalità. Solo così si può restituire fiducia ai cittadini, proteggere le comunità e dimostrare che la politica è in grado di mantenere le promesse, invece di limitarsi a usarle come bandiere elettorali.