Il governo di Massimo D'Alema fu il primo esecutivo guidato da un esponente dei Democratici di Sinistra (DS), composto da due fasi, il Governo D'Alema I (ottobre 1998 - dicembre 1999) e il Governo D'Alema II (dicembre 1999 - aprile 2000), caratterizzato da un'ampia coalizione di centrosinistra, la cosiddetta "Ulivo", e segnato da importanti decisioni internazionali, come l'intervento in Kosovo, e riforme interne, come l'abolizione della leva obbligatoria, concludendosi con le dimissioni di D'Alema stesso.
Governo D'Alema I (21 ottobre 1998 - 22 dicembre 1999)
Presidente del Consiglio: Massimo D'Alema (DS).
Vicepresidente: Sergio Mattarella (PPI, poi Margherita).
Ministri chiave: Lamberto Dini (Esteri), Rosa Russo Jervolino (Interno), Carlo Azeglio Ciampi/Giuliano Amato (Tesoro), Rosy Bindi (Sanità).
Contesto: Nato dopo le dimissioni del governo Prodi I, dovute a una crisi di maggioranza interna.
Eventi rilevanti:
Intervento NATO in Kosovo, con il sostegno italiano.
Riforme istituzionali e legislative, come l'abolizione del servizio militare obbligatorio.
Dimissioni per favorire un rimpasto dopo l'uscita di alcuni partiti dalla maggioranza.
Governo D'Alema II (22 dicembre 1999 - 25 aprile 2000)
Presidente del Consiglio: Massimo D'Alema.
Composizione: Rimpasto del primo governo, con nuove nomine ministeriali per adattarsi ai nuovi equilibri politici.
Fine dell'esecutivo: Si dimette dopo il mancato raggiungimento di un accordo per superare la crisi di maggioranza, aprendo la strada a un nuovo governo tecnico guidato da Giuliano Amato (Governo Amato II).
Caratteristiche principali dei Governi D'Alema
Innovazione politica: Fu il primo governo guidato da un esponente del post-comunismo italiano, segnando una svolta storica.
Orientamento internazionale: Conferma dell'alleanza atlantica e del ruolo dell'Italia nella NATO.
Riforme sociali: Promozione di politiche progressiste, inclusa la discussione sui diritti civili e l'assetto delle forze armate.